La Nostra Storia

Nel 2013 la Croce Verde Arquatese giunge ad un traguardo importante e significativo. Compie un secolo di vita dalla sua esistenza, anche se in questo lungo lasso di tempo vi sono state interruzione per causa di forza maggiore, dopo l’ultimo periodo bellico e in altri anni successivi.

La fondazione di questa benemerita istituzione umanitaria si deve alla generosa iniziativa di un gruppo di giovani arquatesi che il 16 agosto 1913, giorno di S. Rocco, dopo vari tentativi infruttuosi per riuscire a raggiungere questo scopo, si riunirono nella sala dell’allora Consiglio Comunale per costituire la Società di Pubblica Assistenza “Croce Verde Arquatese”. Questi soci fondatori furono:  

Adorno Gerolamo

Debenedetti Pasquale nato il 2-3-1896 – falegname

Degiovanni Davide nato il 28-7-1860 – impiegato statale a Genova

Fornari Antonio nato il 15-2-1884 – tipografo

Lasagna Aldo nato il 23-4-1895 – calzolaio

Linimento Francesco nato il 5-11-1893 – muratore

Malaspina Carlo nato a Novi L. il 4-6-1894 – ferroviere

Olivieri Celestino nato a Pratolungo il 7-10-1896

Pallavicini Carlo nato a Gavi il 29-10-1876

Poggio Giulio nato il 28-4-1895 – falegname

Punta Pasquale

Roveda Francesco nato il 2-12-1892 -muratore

Come Presidente dell’ istituzione venne eletto il sig. Davide Degiovanni, che vi rimase per vent’anni, fino alla sua dipartita avvenuta il 27 settembre 1933. Giulio Poggio, alacre e attivo cooperatore, fu il suo sostituto.

I primi tempi dell’esistenza della Croce Verde furono difficili, ma l’entusiasmo e la costanza di questi giovani scosse l’indifferenza e l’apatia della gente. Dopo qualche mese l’on. Francesco Dellepiane e l’avv. Luigi Parodi, candidati politici novesi alle elezioni elettorali, vollero donare ciascuno una barella alla Croce Verde Arquatese, gesto questo che fu provvidenziale a quell’epoca per lo sviluppo della stessa associazione. Non passò molto per sentire soffiare i venti di guerra del primo conflitto mondiale, che portò con sé i più giovani e gagliardi del paese, tra questi molti militi. Durante il periodo bellico, con la carenza di militi, si prodigarono i ragazzi, i vecchi e le donne del paese per continuare l’attività della Croce Verde.

Non tutti tornarono e tra questi sei Militi caduti nella Grande Guerra:

Il soldato Cerruti Luigi di Agostino e di Gemme Amalia, nato il 13 marzo 1891, del 2° Reggimento di Artiglieria da campagna, morto per le ferite riportate nell’ospedale da campo n° 03 il 14 novembre 1918

Il soldato Cremonte Michele nato il 4 agosto 1897, del 258° Reggimento Fanteria, morto per le ferite riportate nella 11° battaglia dell’Isonzo sull’Altopiano della Bainsizza il 25 agosto 1917

Il soldato Fossati Domenico nato a Gavi il 10 maggio 1888, del 44° Reggimento Fanteria, morto per le ferite riportate nella 1ᵃ sezione di sanità, nell’assalto alle posizioni austriache di Plava il 28 giugno del 1915

Il soldato Olivieri Celestino del 153° Reggimento Fanteria, morto per malattia nell’ospedale da campo n° 011 il 20 settembre del 1918.

Il caporal maggiore Roveda Francesco del 1° Reggimento del Genio, morto per malattia nell’ospedale da campo n° 074 il 30 settembre 1918

Il soldato Saglio Gaetano nato il 31 agosto 1897, della 116° Squadriglia Aeroplani, morto per malattia in Albania il 6 dicembre 1919

Nel 1920 si riorganizzò l’attività e si rimise in ordine il materiale trascurato durante la guerra, servito sia alle nostre truppe e sia a quelle inglesi stanziate in Arquata. Il 26 settembre di quell’anno ci fu una una grande festa per premiare i militi, in particolare i caduti. In questa occasione furono invitate a convegno molte associazioni della Liguria e della provincia. Le giovani donne arquatesi promossero una pubblica sottoscrizione e donarono alla Croce Verde una ricca bandiera di seta bianca inaugurata solennemente sul nuovo campo sportivo alla presenza delle autorità e delle altre società di pubblica assistenza. La madrina dell’inaugurazione fu la figlia del sig. Noberasco, titolare dell’omonima fabbrica attiva precedentemente alla Montecatini.

Il 25 agosto 1929 ebbe luogo un’altra premiazione ai più valorosi militi della Croce Verde.

Un tragico avvenimento si verificò durante il periodo bellico nel nostro paese. Qui i volontari della Croce Verde Arquatese si distinsero per l’abnegazione nel soccorrere il centinaio di feriti provocati dal disastroso incidente ferroviario accaduto la sera del 7 agosto 1917 in località Crocino al diretto n° 74 partito da Genova alle ore 20.10 e diretto a Milano, transitante in Arquata senza fermata. Il convoglio giunse ad una velocità inconsueta all’altezza degli scambi che immettono nella nuova linea per Milano forse per la rottura dei freni: il treno deragliò. La pesante locomotiva a vapore si impuntò nel terreno rivoltandosi verso la stazione che aveva oltrepassato, il bagagliaio e il vagone postale saltarono fuori dalle rotaie salvando i dipendenti che erano all’interno, ma le prime carrozze dei viaggiatori si schiantarono violentemente contro la macchina, accavallandosi e sfracellandosi in un groviglio fumante e informe di ferro e di legno, con dentro i corpi straziati dei passeggeri.

Durante il lungo periodo dell’esistenza di questo sodalizio diverse furono le sedi del suo recapito e del ricovero della propria attrezzatura.
Nel 1924 la Croce Verde si stabilì per un certo periodo in un locale sotto l’edificio della chiesa parrocchiale.
Negli anni ’30 la troviamo al pian terreno del palazzo in via Libarna n° 85 di allora, che faceva angolo con la corte detta “dei Tugnasi”, poi detta “corte del Papa”, crollato il 25 settembre 1933 a causa, molto probabilmente, dagli scavi effettuati in questa via maestra per costruire la nuova fognatura del paese e dove adesso è ubicato il Banco di S. Paolo.
In quei tempi si vedeva spesso Primo Malaspina che fungeva da guardiano, seduto all’ingresso della sede della Croce Verde, su una bassa sedia impagliata dalle gambe tronche. Primo Malaspina era il cognato della “Marcella”, titolare dell’omonima osteria ubicata dirimpetto.

Dopo questo sfratto inevitabile la sede della Croce Verde viene trasferita nella parte retrostante dei caseggiati del pasticciere G.B. Balestrero, nell’angolo della piazza della Musica con via Paolo Pansa. In quel periodo tra le due guerre non erano ancora a disposizione le autoambulanze per gli interventi di soccorso della Croce Verde, ma per il trasporto dei pazienti c’era il carro-lettiga manuale, fornito sul davanti di un timone con all’estremità un manico perpendicolare equidistante che serviva per essere tirato da due portantini contemporaneamente, mentre altri due militi potevano aiutare spingendo il mezzo da dietro. Esisteva inoltre un mezzo più veloce e capiente trainato da un cavallo, munito di un pianale dove veniva adagiato l’infortunato, ai due lati maggiori erano posizionate delle centine che servivano a sostenere un telo per coprire il tutto, un po’ come le carovane del Far West.

Il giorno 17 gennaio 1938 accadde un fatto tragico durante una prestazione di soccorso. Mentre si trasportava in Alessandria, con un’automobile presa a noleggio, un malato di mente, quest’ultimo, quando il mezzo era nella zona di Litta Parodi, all’improvviso andò in escandescenza. L’autista perse il controllo dell’autovettura e uscì fuori strada, provocando un grave incidente in cui trovò la morte, sbattendo la testa, Tommaso Lasagna detto Masin, uno dei tre militi che accompagnavano il degente. Lo sfortunato milite, di 35 anni di età, lasciò la moglie e due giovani figlie.

Nel decennio precedente la seconda Guerra Mondiale la Croce Verde venne rinominata Croce Rossa. In base al regio decreto n° 84 del 1930 il governo fascista ridisegnò l’assetto degli enti di soccorso italiani. La nuova legge, infatti, imponeva a tutte le PP.AA. non erette in Ente Morale di confluire nella Croce Rossa Italiana. Per questa occasione venne ricostituita una nuova sede ubicata nell’edificio dell’ex Albergo Reale, in Piazza Santo Bertelli, rimanendo con tale denominazione e in quel domicilio fino a tutto il periodo bellico. La posizione della nuova sede era abbastanza comoda e centrale nel paese, con un’entrata nella piazza del Comune e l‘altra nella piazza della Musica.

Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, in cui la società civile cercò di riaversi dopo le conseguenze nefaste di quella tragedia, la Croce Verde si ricompose nuovamente con alcuni volontari nel 1950, munendosi di una autoambulanza Fiat 1100 color beige, posteggiata in un garage del mattatoio, dietro l’ospedale, guidata prevalentemente da Mario Arecco. Purtroppo questo nuovo sodalizio durò pochi anni.

Dopo le elezioni comunali del novembre 1960 il nuovo sindaco Aldo Mairano si attivò per far rinascere nuovamente la Croce verde Arquatese che si ricostituì l’anno seguente con presidente il sig. Serravalle, dirigente dei Magazzini Generali. La sede venne approntata in via Roma nei locali al pian terreno della casa della famiglia Debenedetti, dove esisteva il distributore di carburanti della Shell. Per l’occasione venne acquistata una nuova autoambulanza Fiat 600 Multipla, donata dalla società Juta e dalla compagnia di spettacolo teatrale patrocinata dal dott. Angelo Lasagna, mentre tra i consiglieri troviamo ancora il socio fondatore Debenedetti Pasquale. Questo nuovo periodo di attività della Croce Verde andò pian piano scemando fino al 1973 quando il presidente di allora, il dott. Lorenzo Giacoboni, in una lettera dichiarò che non sussistevano più le condizioni di mantenere efficiente il sodalizio, principalmente per mancanza di partecipazione attiva della popolazione. L’autoambulanza, non più utilizzata, fu donata alla Croce Rossa di Serravalle.

Trascorsi alcuni anni di vacanza e 67 anni dalla sua prima creazione le circostanze si rinnovarono per la costituzione di una nuova società della Croce Verde Arquatese. Altri giovani volenterosi si riunirono per ridare nuova vita a questa istituzione. Precisamente il 19 settembre 1980, superando l’indifferenza della popolazione, riprendeva una nuova gestione della Croce Verde Arquatese ad opera di una quindicina di giovani e il 16 marzo 1981 iniziò il servizio con presidente Fossati Claudio. Come sede ci si adattò in locali gentilmente e gratuitamente messi a disposizione dalla famiglia Perri, al piano terra del complesso del Paraso in Via Libarna, dirimpetto all’ospedale. La prima autoambulanza che si utilizzò fu donata dalla Croce Verde Ovadese e in seguito arrivò il primo mezzo nuovo, un Fiat 238, che dopo il suo uso di migliaia di chilometri, fu devoluto alla città di Timisoara in Romania.

Nel 1982 venne nominato Presidente Renato Cavo, che vi rimase fino al 1994, detenendo il record di durata finora e dando una svolta importante al cammino della Croce Verde Arquatese. Sorsero in quel periodo le feste di risonanza nazionale che hanno permesso al nostro ente di farsi conoscere e di raccogliere i fondi necessari, quindi le ambulanze nuove, sempre più attrezzate, la sede di Piazza della Musica, un casuale ritorno, messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale nel novembre 1882 e rimodernata più volte. Dal 24 febbraio 1994 al 1° marzo 1997 fu Presidente Mauro Oliveri. Dal 1° marzo 1997 al 27 marzo 2006 fu l’epoca di Roberto Gattone in veste di Presidente, che ha visto la regolarizzazione di tutta la parte burocratica, il riconoscimento della Personalità Giuridica, l’entrata nel sistema 118.

Nella calda e soleggiata domenica del 16 maggio 2004 si ripeté nella nostra zona un altro grave incidente ferroviario, questa volta nella zona di Libarna. L’interregionale partito da Livorno e diretto a Torino, giunto circa alle ore 16 all’altezza della frazione di Libarna, già nel comune di Serravalle, si trovò davanti il binario deformato dall’eccessivo surriscaldamento termico durante il periodo di assestamento in una fase della manutenzione avvenuta alcuni giorni prima. Il locomotore usci dai binari, andò a planare contro una casa facendola crollare in parte, girandosi come nell’ incidente del 1917 su se stesso verso la direzione in cui proveniva e rimanendo sommerso dai calcinacci e dai rami di ippocastani abbattuti che si trovavano sulla sua traiettoria, mentre diverse carrozze deragliarono e alcune si lacerarono profondamente. Proprio in quel pomeriggio si stava ultimando, in Piazza dei Caduti, la cerimonia di inaugurazione di una nuova autoambulanza della nostra Croce Verde, alla quale partecipavano alcune associazioni di pubblica assistenza della zona. Scattato l’allarme tutte le autoambulanze, una quindicina in tutto comprese quelle ospiti, si prodigarono per l’immediato soccorso dei feriti di questo incidente ferroviario, dove purtroppo rimase anche vittima una persona.

Il 27 marzo 2006 un nuovo cambio al vertice con Mauro Oliveri alla presidenza della Croce Verde, con la piena collaborazione del Consiglio e dei Volontari, rinnovavano l’ impegno e lo spirito di abnegazione per mantenerne e aumentarne l’ efficienza e l’organizzazione. Dal novembre 2009 la sede della Croce Verde venne trasferita, ancora grazie all’Amministrazione Comunale, nell’ambito dell’area del poliambulatorio, ex ospedale S. Bartolomeo, nei capienti locali che si trovano nella sua parte retrostante di questo complesso, avendo attualmente a disposizione ben nove mezzi di soccorso. Questa nuova collocazione è stata solennemente inaugurata il 15 maggio 2010 con l’intervento delle autorità locali e della popolazione arquatese. Madrina della cerimonia è stata la signora Anna Pratolongo, vedova del compianto dott. Angelo Lasagna, a cui è stata dedicata la nuova sede.

Il 24 marzo 2014 viene nominato presidente della Croce Verde Arquatese Armando Gotta. Con l’aiuto dei Consiglieri e dei Volontari, viene progettato e realizzato il cambiamento dell’Associazione con una conduzione più orientata ai cambiamenti, alle normative e leggi in vigore con il progressivo orientamento ad una conduzione “imprenditoriale”. Un’attenta spending review sui vari processi “produttivi” ha permesso un deciso miglioramento economico/finanziario dell’Associazione. Oggi con la riconferma alla presidenza di Armando Gotta, sino al Marzo 2020, si proseguirà il cambiamento per raggiungere la certificazione in qualità dell’Associazione ad oggi già in linea con il DLGS 81/08, il DLGS 231 ed al codice etico nazionale Anpas.

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